Dashcam, in Italia è legale?

z983278L’installazione di una dashcam (come ad es. quelle che potete trovare qui) sulla propria auto per fini esclusivamente personali non è vietato dalla legislazione italiana, come del resto accade anche nella maggior parte dei paesi europei. Ovviamente, come succede con le macchine fotografiche e le normali telecamere, occorre tutelare la privacy di terzi.

Quindi i dati raccolti con la dashcam non possono, ad esempio, essere pubblicati sul web se violano la privacy di terzi. Ma, come i filmati forniti dai sistemi di videosorveglianza, possono essere usati dalle persone fisiche a propria tutela in caso di incidenti stradali e di altri eventi significativi occorsi durante la circolazione stradale (ad es. per testimoniare una multa ingiusta da parte di un vigile).

Pertanto, il guidatore può usare la registrazione della dashcam per poter dimostrare con certezza quanto accaduto, ad esempio, nel caso di un incidente che coinvolga la nostra auto. Ed è chiaro che le compagnie di assicurazione non potranno tirarsi indietro nell’accettare i video da noi esibiti come prova, se non vogliono rischiare un’azione legale da parte nostra nei loro confronti.

Ricordiamo, infatti, che in caso di incidente d’auto, inizialmente la colpa è ripartita in parti uguali fra i conducenti coinvolti. Dopodiché, tocca a ciascun conducente dimostrare di non essere responsabile di quanto accaduto. Pertanto, la dashcam può essere di supporto alle testimonianze di eventuali testimoni in carne ed ossa, essendo essa stessa un testimone oggettivo, seppur digitale.

Attualmente, l’utilizzo in tribunale dei dati provenienti dalla scatola nera o dalla dashcam non è ancora regolamentato dal legislatore o dalla giurisprudenza, ma è chiaro che la situazione cambierà nei prossimi anni. Tuttavia, le registrazioni video sono già ammesse come prova dei fatti se la controparte (art. 2712 del Codice Civile) “non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”.

Per l’utilizzo in sede giudiziale di altri dati – come ad es. quelli provenienti dall’accelerometro o dal GPS della black box o della dashcam – si può richiederne al giudice l’esibizione tramite un consulente tecnico, che attesti l’autenticità dei dati raccolti dall’apparecchio e li interpreti in modo corretto. Tali dati possono essere utili per supportare quanto mostrato dalla registrazione video.



Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *