Smarrimento certificato di proprietà auto rottamazione

z785884Normalmente, per rottamare un’auto, il demolitore giustamente vi chiede il certificato di proprietà del veicolo in questione. Ma se non lo avete – ad esempio perché lo avete smarrito non essendoci l’obbligo di conservarlo a bordo del mezzo – cosa succede? Si può ugualmente rottamare il veicolo?

Il certificato di proprietà – cioè il vecchio “foglio complementare” – non è l’unico documento che occorre per poter demolire un veicolo intestato a una persona fisica. Gli altri sono: il libretto di circolazione (in originale), una visura del P.R.A. (che può essere richiesta direttamente al PRA o ad un ufficio ACI o a un’agenzia di pratiche auto) e un vostro documento di riconoscimento, più il codice fiscale.

Se il certificato di proprietà originale smarrito è stato emesso prima del 5/10/2015, occorre presentare all’autodemolizione una denuncia di smarrimento (originale e timbrata) fatta presso una caserma di Polizia o dei Carabinieri, e supplisce al certificato la visura del PRA, che è valida solo il giorno in cui è stata richiesta e rilasciata (questo è vero anche se abbiamo il certificato di proprietà).

Infatti, la visura serve anche a verificare che sul veicolo non gravi un fermo amministrativo – magari “fresco fresco” comminato dopo anni per una vecchia tassa di circolazione o una multa non pagata, o per altra causa – nel qual caso l’auto non può venire rottamata. Per avere la visura potete indicare la targa del vostro veicolo all’ufficio dell’ ACI, a un ufficio provinciale del PRA, oppure procurarvela da voi stessi, con minore spesa, tramite il servizio visure online.

Pertanto, per fare la radiazione dal PRA di un veicolo non occorre procurarsi un duplicato del certificato di proprietà smarrito. Tuttavia, per provare l’indisponibilità del documento di proprietà, è necessario presentare la suddetta denuncia di smarrimento del documento in questione, che non può essere sostituita da un’autocertificazione, come a volte erroneamente vi dicono gli stessi agenti: lo stabilisce infatti l’art. 13 comma 1 del DM 514/1992.

Diverso è invece il discorso per i certificati di proprietà emessi dal 5 ottobre 2015, che sono di tipo “digitale”, ovvero non vengono più stampati su carta ma sono conservati dall’ACI nei propri archivi informatici. Dunque, non è più neppure necessario richiedere al PRA eventuali duplicati, dato che con i codici di accesso fornitivi si può accedere al certificato di proprietà direttamente online.



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